sabato 12 luglio 2025

ALIFE: CITTADINA RICCA DI STORIA DAI ROMANI AL MEDIO EVO

 STORIA

Alife é un Comune di 7.305 abitanti della Provincia di Caserta, posto sulla Valle del Fiume Volturno ad una quota di 110 m.s.l.m., costituisce uno dei più interessanti esempi di sviluppo urbanistico e architettonico del territorio, principale centro storico e artistico del massiccio montuoso del Matese.

Sebbene si trovi a poca distanza dai rilievi montuosi, la cittadina sorge su una grande pianura di origine alluvionale, nota come la Piana di Alife, prodotto dell'ostruzione della Valle del Volturno a seguito dell'eruzione del vulcano di Roccamonfina.

Il territorio comunale comprende anche il rilievo montuoso del Monte Acuto, che raggiunge i 1.265 m.

L'odierna cittadina ebbe origine nel sito in cui sorse la città romana di Aliphae, nata nel I secolo a.C..

La città medievale conserva ancora l'originario impianto urbanistico romano, con pianta a scacchiera frutto dell'antica centuriazione, strade perpendicolari fra loro, ove le principali direttrici sono il cardus maximus e il decumanus maximus.

L'ipotesi più plausibile vuole la cittadina fondata dagli Osci nel V secolo a.C.. Durante la Prima Guerra Sannitica fu la prima cittadina a cadere nelle mani di Roma. L'insediamento venne occupato dai romani nel 323 a.C., per essere poi distrutto nel 310 a.C.. Durante le Guerre Puniche vi si accampò l'esercito di Annibale, in marcia verso Capua. Non decidendosi da che parte stare i romani punirono Alife, togliendole la cittadinanza romana e il diritto di voto.

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, venne elevata a sede vescovile.

Con l'arrivo dei Longobardi il Castello venne compreso nel Ducato di Benevento, divenendo Gastaldato. Tuttavia venne a trovarsi al centro delle lotte tra Longobardi e Bizantini per il controllo dell'Italia, soprattutto durante la Guerra Greco - Gotica (545 - 554).

Nel IX secolo, con le nuove invasioni dell'Europa, Alife venne saccheggiata dapprima dai Saraceni, poi dagli Ungari. Con la distruzione della città romana, gli abitanti riedificarono la loro città sulle colline di Piedimonte e Castello.

Il Ducato di Benevento ebbe termine nel 1053, con la conquista dei territori ducali da parte dei Normanni di Roberto il Guiscardo. A partire dal XII secolo, in epoca normanna, la città venne amministrata dal Conte Rainulfo III, che sposò la sorella di Ruggero II.

Ruggero II conquistò Alife nel 1138 e, per punire il cognato, ordinò di dare alle fiamme la città.

Da allora la cittadina perse la sua secolare importanza, e vide l'instaurarsi di varie signorie feudali.

Tra il 1482 e il 1561 salì al governo la famiglia feudale dei Diaz Garlon, sotto cui il centro conobbe il suo periodo di massimo splendore. Nel 1561 venne nuovamente distrutta per volontà del Re di Spagna Filippo II, per aver partecipato all'assassinio di sua sorella. Da quel momento iniziò un lungo periodo di decadenza per la cittadina, e le rovine romane non vennero più consolidate, cadendo in uno stato di degrado e abbandono.

Con l'arrivo di Napoleone Bonaparte e la fine del Sacro Romano Impero, nel 1806 la cittadina iniziò un periodo di ripresa economica e sociale. La popolazione aumentò e, con la nascita del Regno d'Italia nel 1861, la cittadina visse un periodo di pace, nonostante il lento sviluppo economico portò molti cittadini ad emigrare verso gli Statu Uniti, il Brasile e l'Argentina.

Nell'Ottobre 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, la città venne pesantemente bombardata, ma la successiva ricostruzione, attuata in maniera certosina e filologica, ha permesso di restituire alla città il suo volto storico e artistico.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico d Alife, ricostruito dopo le distruzioni della guerra, conserva molti edifici d'interesse storico, culturale e artistico che la rendono una delle principali città da visitare dell'intero territorio casertano.

1) MURA ROMANE E PORTE URBICHE

Le mura della cittadina, realizzate in epoca romana, cingono il suo perimetro per una lunghezza complessiva di un chilometro e novecento metri.

La cinta muraria, molto ben conservata, é rinforzata da torrioni a pianta sia circolare che ottagonale, disposti a intervalli di trentanove metri. Lungo il percorso sono visibili, in particolare, le tracce del vecchio Castello collegato alle mura e del torrione, ormai poco stabile, a metà strada tra Porta Napoli e Porta Piedimonte.

Porta Napoli

Foro romano dell'antica Allifae

2) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Cattedrale di Santa Maria Assunta costituisce il principale edificio cattolico di Alife.

Venne fondata nel XII secolo su commissione del Conte Rainulfo, che la fece edificare tra il 1132 e il 1135. La struttura venne realizzata su preesistenti costruzioni di epoca longobarda che, a loro volta, vennero edificate sul sito occupato da un tempio romano consacrato a Giunone.

Nel 1131, a causa della forte epidemia di Peste che contagiò la popolazione, il Conte Rainulfo chiese al suo amico, Antipapa Anacleto II, l'autorizzazione a trasportare in città le reliquie di un qualsiasi Santo.

Al diniego di Anacleto accadde un fatto alquanto strano: nella Basilica di San Pietro, a Roma, una trave del soffitto si spezzò, cadendo sull'altare ove erano riposte le spoglie del Pontefice Sisto I.

Ciò indusse Anacleto a consegnare segretamente le spoglie mortali del Pontefice Sisto I al Conte. Trasportata la salma in città, in poco tempo la popolazione guarì dal contagio.

ESTERNO

La Cattedrale presenta una facciata dalle sobrie linee neoclassiche. Il portale centrale é sormontato dallo Stemma in marmo bianco del Vescovo Puoti, e un affresco del XIX secolo.

L'affresco raffigura la Gloria di San Sisto, sovrastato da una grande finestra. La facciata é ripartita da lesene verticali con capitelli ionici, sormontate da un timpano triangolare spezzato.

Ai lati del portale maggiore, si trovano altre due porte, sormontate da finestre ovali.

La sommità della facciata é impreziosita da una balaustra ove poggiano due cuspidi piramidali.

Facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta ornata da cuspidi piramidali

Portale di accesso

La porzione centrale della balaustra é sormontata da una seconda balaustra, delle minori dimensioni, anch'essa sovrastata da due cuspidi piramidali, riposte alle spalle della grande Croce in ferro.

Sul lato sinistro della facciata si trova l'imponente campanile, a pianta quadrangolare, di altezza pari a 23,50 metri. E' possibile accedere alla cuspide campanaria percorrendo la scala interna composta da cinquantuno gradini.

Campanile quadrangolare della chiesa

INTERNO

L'interno della Cattedrale presenta una pianta a croce latina, con un corpo longitudinale di 58,5 metri, ripartita in tre navate.

Interno neoclassico e barocco con pianta a croce latina

Sul braccio destro del transetto si apre la Cappella del Santissimo Sacramento, che custodisce un altare barocco impreziosito dal dipinto raffigurante l'Ultima Cena. Nel braccio sinistro del transetto si apre invece la Cappella di San Sisto, ove sono ospitate le reliquie del Santo Patrono di Alife, ornata da dipinti raffiguranti le fasi del trasporto delle reliquie del Santo in Cattedrale.

Cappella di San Sisto con l'urna contenente le reliquie del Patrono di Alife

Presepe monumentale della Cattedrale realizzato nel 2005

La zona presbiteriale presenta un pavimento marmoreo decorato a motivi geometrici. Nella zona retrostante l'altare maggiore si trova il coro ligneo in noce.

L'altare maggiore é impreziosito dalla tela dipinta dal Maestro Bocchetti nel 1937, raffigurante l'Assunzione della Vergine.

Area presbiteriale

Affresco della parete absidale raffigurante l'Assunzione della Vergine, realizzato dal Maestro Bocchetti nel 1937

Cupola della chiesa che sovrasta il presbiterio

CRIPTA

Dalle navate laterali si accede alla sottostante cripta, realizzata nel XII secolo in epoca normanna.

L'ambiente presenta una pianta rettangolare, voltata a crociera, con costoloni poggianti su colonne tutte diverse fra loro, sovrastate da capitelli di cui alcuni di fattura romana, altri medievale.

Cripta del XII secolo con colonne medievali e alcune di spoglio di epoca romana


Colonna romana di spoglio della cripta

L'altare della cripta, in marmo nero, sostituisce quello originale in pietra demolito nel 1716, durante la ricerca delle reliquie di San Sisto ordinata dal Vescovo Porfirio.

Nella pavimento della cripta sono stati rinvenuti resti di ambienti termali romani, collegate alle vicine strutture termali del foro romano.

Resti delle terme romane del pavimento delle cripta

Scavi archeologici delle terme del foro romano

3) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI ALIFE

Di recente istituzione é il Museo Archeologico Nazionale di Alife, ospitato in una grande sala del complesso edilizio che ospita le scuole elementari, adibita a spazio espositivo della mostra permanente di archeologia denominata "ANTICHE GENTI ALIFANE", ove é possibile osservare importanti testimonianze archeologiche, rinvenute durante lo scavo effettuato dal 2007 al 2009 presso il sito della necropoli romana nelle vicinanze del cimitero comunale.

Nel museo sono ospitati anche reperti provenienti da altre necropoli del territorio comunale, come quelle di Croce Santa Maria e di Conca d'Oro, oltre ad altre testimonianze del Museo Archeologico Nazionale di Napoli tra le quali, degne di nota, sono il Vaso di Trittolemo, dipinto con figure rosse, che narrano le vicende dell'eroe greco Triptolemus.

Cratere del Trittolemo, realizzato in ceramica tra il V e il IV secolo a.C.


Particolare del Cratere del Trittolemo raffigurante
Trittolemo alla guida di un carro alato intento a svelare
all'umanità il dono del grano


Corredo vascolare funerario
dove venivano conservate
le ossa del defunto, realizzato nel VI secolo a.C., destinato
alla sepoltura infantile


Punta di lancia in ferro


Fontane romane di Alife realizzate in calcare

4) CRIPTOPORTICO ROMANO

La principale testimonianza di epoca romana ad Alife é, senza dubbio, il maestoso Criptoportico, struttura sotterranea nella zona nord est del centro storico.

La destinazione d'uso della struttura rimane tutt'ora sconosciuta. In base alle tecniche di costruzione utilizzate, é possibile datare la struttura all'età augustea. All'interno dell'ampia galleria si aprono ventuno finestre, rivolte verso l'area centrale che era dotata di un porticato, o peristilio, non più esistente.

E' possibile ipotizzare che il complesso monumentale ammirabile non fosse altro che un elemento secondario di connessione con un'altra struttura primaria ben più grande, realizzata al di sopra di quella attualmente visibile, e utilizzata da persone di alto rango.

Primo ambiente del criptoportico

Secondo ambiente del Criptoportico

Spazi nelle murature per ospitare le lucerne

Elementi per l'aerazione dell'ambiente

Accesso ad un cunicolo secondario


Braccio secondario della struttura collegato al principale 

5) ANFITEATRO ROMANO

L'anfiteatro romano venne realizzato nel I secolo a.C., al di fuori della cinta muraria, tra i più grandi dell'Impero in grado di contenere fino a 14.000 spettatori.

Il monumento nacque come struttura sussidiaria del più grande Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, luogo della Schola Gladiatorum, che ospitò Spartaco, attiva sin dal 70 a.C..

L'arena presenta una forma ellittica, i cui assi misurano 107 per 84 metri, oltre all'altezza pari a 20 m, che rendeva la struttura in grado di avere più file di gradinate per gli spettatori. L'altezza dell'arena venne in seguito ridotta per ricavarne una tribuna interna destinata ad ospitare gli spettatori più illustri.

La struttura non é stata interamente riportata alla luce, ma é visibile solo per metà, a causa delle difficoltà di espropriare l'altra metà del terreno, destinata ad attività agricole di privati.

Anfiteatro romano


Altro scorcio dell'arena

6) MAUSOLEO ROMANO DI ALLIFAE

Pregevole esempio di architettura funeraria é l'imponente mausoleo romano, utilizzato in epoca medievale come torre, divenendo noto come Torre di San Giovanni.

Situato fuori Porta Napoli, nelle vicinanze dell'anfiteatro romano, la sua realizzazione viene fatta risalire al I secolo. Alcuni storici ne attribuiscono la proprietà e la commissione ai membri della Famiglia Acilii Glabriones.

Alla fine dell'VIII secolo il mausoleo venne trasformato in chiesa, consacrata al culto di San Giovanni Gerosolimitano. Nel 1924 venne infine convertito a cappella celebrativa dei caduti della Prima Guerra Mondiale.

DESCRIZIONE

Il mausoleo é composto da un corpo principale a sezione cilindrica coperta da una cupola pianeggiante, posta su basamento quadrangolare.

L'interno presenta uno spazio cilindrico concepito per contenere loculi funerari, con una muratura ove si aprono otto nicchie rettangolari.


Mausoleo romano di Allifae


Ambiente circolare interno


Nicchie che si aprono sulla muratura


Falsa cupola del mausoleo a Tholos

NB. Le informazioni storiche su Alife, sono state estrapolate dal post "Storia della città di Alife", nella pagina ufficiale della "Proloco Alifana", in www.prolocoalifana.it.

NB. Le informazioni sulle mura romane e le porte urbiche, sono state estrapolate nel post "Le Mura Romane di Alife e le sue Porte", nel portale Internet "Guida Turistica del Matese", in www.matese.guideslow.it.

NB. Le informazioni sulla Cattedrale di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "LA CATTEDRALE DI ALIFE", nella pagina Internet ufficiale del "Comune di Alife. Provincia di Caserta", in www.comune.alife.ce.it.

NB. Le informazioni sul Museo Archeologico Nazionale di Alife, sono state estrapolate dal post "Museo Archeologico Nazionale di Alife", nel portale Internet "Guida Turistica del Matese", in www.matese.guideslow.it.

NB. Le informazioni sul Criptoportico romano, sono state estrapolate dal post "Criptoportico di Alife", nel portale Internet "Guida Turistica del Matese", in www.matese.guideslow.it.

NB. Le informazioni sull'Anfiteatro romano, sono state estrapolate dal paragrafo "L'Anfiteatro di Alife", nel portale Internet "Guida Turistica del Matese", in www.matese.guideslow.it.

NB. Le informazioni sul Mausoleo Romano di Allifae sono state estrapolate dal post "Il Mausoleo di Alife", nel portale Internet "Guida Turistica del Matese", in www.matese.guideslow.it.

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