STORIA
Assisi é un Comune italiano di 27.378 abitanti, posto alle falde del Monte Subasio ad una quota di 424 m.s.l.m., importante meta turistica, per appassionati di arte e pellegrini in cerca di autenticità e spiritualità, dato che la cittadina diede i natali a due dei principali Santi italiani, San Francesco e Santa Chiara, senza dimenticare i Confratelli di San Francesco, Sant'Agnese d'Assisi, sorella di Santa Chiara e San Rufino, primo Vescovo di Assisi, martirizzato in epoca romana, o importanti artisti umbri come Tiberio d'Assisi.
Secondo la leggenda le origini di Assisi si fanno riferire a Dardano, figura mitologica progenitore dei fondatori della città di Troia. Venne dapprima abitata dalla popolazione italica degli Umbri poi, con la conquista e la romanizzazione dell'Umbria, assunse il toponimo latino di Assisium.
Tra Assisi e la vicina Perugia, passava il confine tra il territorio degli Umbri e quello degli Etruschi, fatto che provocò un'aspra contesa e inimicizia con i rivali perugini, che proseguì per tutta l'epoca medievale.
Con i popoli italici, compresi gli Umbri, i Romani stipularono il Foedus, patto che portava le popolazioni sottomesse ad esistere ancora e mantenere le proprie peculiarità e tradizione, ma tenute a fornire uomini e armi ai Romani in caso di campagne militari che avessero coinvolto l'Italia.
Durante le persecuzioni cristiane da parte dell'Imperatore Diocleziano, venne martirizzato San Rufino, primo Vescovo e Patrono della cittadina, cui é dedicata la Cattedrale, duomo della città.
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, Assisi trascorse un periodo molto turbolento della sua storia. Durante la Guerra Greco Gotica (545 - 554) divenne dapprima presidio bizantino del Generale Belisario, per poi passare agli Ostrogoti di Totila per tornare, nel 552, ai Bizantini guidati da Narsete.
Con l'invasione longobarda del 568 e la creazione del Ducato di Spoleto, la città trascorse un periodo relativamente tranquillo, fino alla caduta del Regno Longobardo nel 774 con l'invasione franca di Carlo Magno.
Con la discesa in Italia dell'Imperatore Federico Barbarossa nel 1174, venne edificata la Rocca Maggiore. Nel 1198 Assisi divenne Libero Comune, inaugurando una stagione di lotte interne, tra Guelfi e Ghibellini, ed esterne, con la vicina Perugia.
Alla fine del X secolo nacquero ad Assisi due delle figure religiose più rivoluzionarie della storia italiana ed europea. San Francesco, nato Francesco di Bernardone, fondatore dell'ordine dei Frati Minori e Santa Chiara, nata Chiara Scifi, fondatrice dell'Ordine delle monache di clausura note come Clarisse.
Assisi non sarebbe così nota, se uno dei compagni di San Francesco, Frate Elia da Cortona, non si fosse battuto per edificare una grande basilica sopra la tomba del Santo, cambiando le volontà testamentarie dello stesso Francesco, che avrebbe voluto una chiesa povera, decidendo di realizzare due chiese, una inferiore, l'altra superiore. Da quel momento in poi, la città divenne la meta di gruppi sempre più grandi di pellegrini.
Dopo una dura fase di lotta tra le fazioni guelfa e ghibellina, la città tornò sotto il controllo della chiesa cattolica grazie alla riconquista dei territori da parte del Generale Egidio Albornoz, che vi fece edificare la Rocca Maggiore e la Rocca Minore, poste a breve distanza fra loro.
Nel 1398 la città venne invasa da Braccio Fortebraccio da Montone e, nel 1442, da Niccolò Piccinino, che devastò la cittadina. La città si ritrovò distinta tra la parte di sopra, che appoggiò la fazione guelfa perugina dei Baglioni, e la parte di sotto, che appoggiò la fazione ghibellina degli Oddi.
All'inizio del XVI secolo la città venne nuovamente saccheggiata da Cesare Borgia, nel tentativo di creare un proprio Stato nel centro Italia, con il consenso del padre Pontefice Alessandro VI.
Tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, la città venne occupata da Napoleone Bonaparte, che spogliò la città di molte opere d'arte. Alle soglie del XIX secolo la cittadinanza versava in condizioni di povertà. Nel 1832 un terremoto fece crollare la cupola della Basilica di Santa Maria degli Angeli, ma la Porziuncola rimase illesa.
La fama della città raggiunse l'apice durante il ventennio fascista, con la proclamazione di San Francesco a Patrono d'Italia, officiata dal Pontefice Pio XII nel 1939. Durante la Seconda Guerra Mondiale la città venne definita "Ospedaliera", di ricovero agli sfollati e, pertanto, non bombardabile.
La città e i suoi monumenti furono devastati dal terremoto del 1997, che fece crollare la volta della quarta campata della Basilica di San Francesco, che venne riaperta poco tempo dopo.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
L'itinerario culturale di alla scoperta di Assisi, può essere distinto in due percorsi: il primo civile, che comprende i monumenti dell'antica città romana di Assisium e di quella del comune medievale, in particolare nei monumenti che lambiscono la medievale Piazza del Comune, e la Rocca Albornoziana.
L'altro itinerario cittadino é quello religioso, che comprende tutte le architetture religiose legate a San Francesco e Santa Chiara, come le due basiliche a questi dedicate, la Cattedrale di San Rufino, primo Vescovo della città. Fuori dalla città degni di nota nono la Basilica di Santa Maria degli Angeli, nota per conservare la Porziuncola e la Cappella del Transito, dove Francesco morì, e l'Eremo delle Carceri, la sede di romitaggio di San Francesco e dei suoi confratelli alle falde del Monte Subasio.
Centro storico visto dalla Rocca Maggiore
Vicoli medievali del centro storico
Vicoli del centro storico
Volta Pinta affrescata
Tracce di botteghe medievali del centro storico
Botteghe medievali del centro storico
Porta di accesso al centro storico merlata
ITINERARIO CIVILE
1) ROCCA MAGGIORE
La Rocca Maggiore é una possente fortezza che sovrasta il centro storico dall'altura del Colle Asio, posta ad una quota di 500 m.s.l.m.. Nel sito della rocca, tra il IV e il III secolo a.C., sorgevano probabilmente insediamenti umbri.
La prima documentazione scritta risale al 1174, quando la città venne occupata dalle truppe di Federico I Barbarossa. Si narra che nella rocca dimorò, in giovane età, il futuro imperatore Federico II di Svevia.
Con la rivolta degli assisani del 1198 la fortezza venne rasa al suolo, venendo riedificata nel Trecento dal Generale Egidio Albornoz, incaricato da Innocenzo IV. Nel 1535 il Pontefice Paolo III Farnese fece aggiungere il possente bastione circolare a sinistra dell'ingresso.
Qualche anno dopo la rocca perse la sua funzione militare. I suoi cannoni vennero trasportati nella Rocca Paolina di Perugia. All'interno si trovano sale spoglie, ed é possibile salire in cima al mastio a pianta quadrangolare ed ammirare una splendida veduta sul Monte Subasio e la valle circostante.
DESCRIZIONE
Si accede alla rocca da una porta a tutto sesto, per ritrovarsi in un ambiente che accoglie il visitatore in uno splendido giardino pieno di ulivi. Dal giardino si giunge poi all'ingresso della fortezza vera e propria, dove si trova il rivellino, dotato di merlatura guelfa in sommità.
Rocca Maggiore
Di fianco al rivellino si trova un possente torrione a sezione circolare. E' anche possibile salire sulla cinta muraria, e percorrerne tutto il perimetro.
Bastione circolare sulla destra
Rivellino della rocca
Cortile d'Onore
Salone principale al piano terra utilizzato per esposizioni
Portali di accesso alle stanze del piano nobile
Cortile del piano nobile
Torretta angolare quadrata
Infondo al cortile si trova il mastio, la principale torre della struttura, utilizzata come ultima roccaforte difensiva. Il mastio é a sezione quadrangolare, con muratura dove si aprono piccole finestre.
E' possibile salire sulla terrazza del mastio e ammirare lo splendido panorama circostante.
Veduta del mastio quadrangolare
Terrazza del mastio
2) PIAZZA DEL COMUNE E TEMPIO DI MINERVA
Piazza del Comune é il cuore della storia di Assisi, centro della società assisana durante l'epoca romana e medievale. Tra i vari monumenti che vi si affacciano, degno di nota é il Tempio di Minerva.
Piazza del Comune, che sovrasta il foro romano
Realizzato alla metà del I secolo a. C., il Tempio di Minerva costituisce uno dei più pregevoli e straordinari monumenti di epoca romana in Italia, date le sue ottime condizioni di conservazione e il suo continuo utilizzo nel tempo.
In età medievale il tempio venne trasformato in una chiesa cristiana. In particolare, nel 1539, la cella interna venne sfondata e trasformata in navata della Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva.
Nel Seicento, la chiesa venne arricchita da decorazioni barocche.
Il tempio presenta una facciata dotata di un pronao con sei colonne corinzie, sovrastate da capitelli a foglie d'acanto. I capitelli sono sovrastati da una trabeazione continua, su cui poggia il timpano triangolare. Il tempio poggia su un basamento di epoca romana, ammirabile tramite la visita ai sotterranei del Foro Romano.
Tempio di Minerva
Timpano e capitelli corinzi del tempio
3) PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO
Di fianco al Tempio di Minerva si trova il Palazzo del Capitano del Popolo, sede delle istituzioni comunali medievali. Venne ultimato nel 1282, affiancato alla merlata Torre del Popolo.
Venne quasi interamente distrutto dalle scorrerie di Niccolò Piccinino nel 1442, restaurato nel secolo successivo.
DESCRIZIONE
Il palazzo é realizzato in pietra bianca calcarea del Monte Subasio, suddiviso in tre piani con quattro grandi portali ad arco, sede di botteghe e magazzini del sale.
La facciata é ornata dagli stemmi di vari Podestà e la targa del Terziere Santa Maria.
Nel 1926 venne restaurato con l'aggiunta di una merlatura guelfa.
Al piano terra si trova un salone affrescato con dipinti di Adalberto Migliorati, raffiguranti motivi di trame e ricami.
Palazzo del Podestà con torre civica
4) FORO ROMANO
Al di sotto della Piazza del Comune, sono stati rinvenuti i resti dell'antico foro romano di Assisium, ritrovato grazie agli scavi intrapresi per volere di un architetto francese nella prima metà del XIX secolo.
DESCRIZIONE
Il foro é costituito da un piccolo ambiente rettangolare voltato a crociera, con costoloni poggianti su colonne di epoca romana.
Transitando al di sopra della passerella é possibile ammirare i reperti lapidei rinvenuti durante gli scavi, tra i quali urne, sarcofagi e stele.
Prima di raggiungere il foro é possibile ammirare il possente muro di fondazione che sorregge il sovrastante Tempio di Minerva realizzato con blocchi squadrati di travertino, disposti in file orizzontali.
Possente muro di fondazione del Tempio di Minerva in travertino alto 4,05 metri
Scala che consentiva di accedere al piano del Tempio di Minerva
Continuando il percorso si raggiunge il basamento del Tribunale, realizzato in pietra a pianta quadrangolare, ove poggiavano gli scranni di coloro che venivano deputati ad amministrare la giustizia.
Proseguendo si trova ciò che resta del piccolo tempio consacrato a Castore e Polluce.
Nella zona orientale del sito si trovano gli ambienti adibiti a Tebernae, dedicati all'esercizio e all'amministrazione dell'attività commerciale.
Nell'ultima sala sono esposte imponenti statue di epoca romana.
Viale ove si aprivano le tabernae
Anfore per commercio di liquidi rinvenute nelle tabernae
Ultima stanza del foro voltata a botte
ITINERARIO RELIGIOSO
5) EREMO DELLE CARCERI
Situato sul versante meridionale del Monte Subasio, ad una quota di circa 800 m.s.l.m., l'Eremo delle Carceri costituisce uno dei principali edifici della spiritualità francescana.
Immerso in un verde bosco di lecci, é il luogo ove sorgeva la piccola cappella in cui San Francesco si ritirò in preghiera con i suoi confratelli.
Il sito ove venne edificato, fu concesso ai Francescani nel Trecento e, tra il 1370 e il 1373, Paoluccio Trinci vi fece realizzare le prime celle.
L'attuale convento é il risultato di ampliamenti voluti nel XV secolo da San Bernardino da Siena.
DESCRIZIONE
Si accede all'eremo dal portale d'ingresso, sovrastato dall'affresco dell'Ultima Cena, realizzato nel XVI secolo.
Varcato l'ingresso si giunge al Piccolo Chiostro, a pianta triangolare, luogo dove i frati si riunivano per discutere e contemplare la natura.
Dal Piccolo Chiostro si accede al Refettorio, luogo ove i frati si riunivano per consumare i pasti, dove sono disposti tavoli lignei del 1400. Qui si trova una scala che permette l'accesso al piano superiore, dove si trova il dormitorio con le celle dei frati.
Stanza del Refettorio affrescata
Parete di fondo affrescata con l'Ultima Cena
Sempre dal chiostro si accede alla Cappella di San Bernardino, con un semplice altare, ornato dagli affreschi quattrocenteschi della Crocifissione e di San Francesco.
Nella cappella accanto si può ammirare il bell'affresco della Madonna con Bambino, realizzato nel 1506 da Tiberio d'Assisi.
Altro lato della Cappella di San Bernardino
Affresco di Tiberio d'Assisi raffigurante la Madonna con Bambino
All'interno della stessa cappella é riposto il piccolo coro ligneo fatto realizzare da San Bernardino nel Quattrocento.
Piccolo coro ligneo quattrocentesco
Oratorio di San Bernardino
Il luogo più suggestivo del complesso eremitico é la stretta Grotta di San Francesco, alla quale si accede scendendo una ripida scalinata in pietra. La grotta é distinta in due ambienti: l'uno contiene l'umile Giaciglio di San Francesco, l'altro la Cappella dove il Santo pregava.
Lungo il sentiero, é possibile notare le altre grotte ove dimoravano i frati compagni di San Francesco, tra cui Frate Leone, Frate Masseo, Frate Rufino e Frate Elia da Cortona.
Scale che scendono nella Grotta di San Francesco
Piccola porta di accesso alla Grotta di San Francesco
Grotta di San Francesco dove il Santo dimorava
Giaciglio di San Francesco, dove il Santo riposava
Bosco Sacro che circonda l'Eremo
Chiesa del bosco realizzata con sedute di legno
6) BASILICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI
A sette chilometri da Assisi, si può notare la grande mole della Basilica di Santa Maria degli Angeli, situata nell'omonima frazione di settemila abitanti, sviluppata intorno alla basilica.
Venne edificata tra il 1569 e il 1679 su progetto dell'Architetto Galeazzo Alessi su commissione di Papa Pio V, con lo scopo di dare una dimora ad importanti reliquie francescane, come la Porziuncola, il Roseto e la Cappella del Transito.
San Francesco era molto affezionato alla piccola cappella della Porziuncola, tant'é vero che, in questo luogo, avvennero gli eventi principali che segnarono la storia dell'ordine francescano: nella chiesetta Francesco fondò l'Ordine dei Frati Minori, ricevette Santa Chiara quando decise di seguire le sue orme e, nelle sue vicinanze morì, il 3 Ottobre 1226.
Nel 1216 il Pontefice Onorio III concesse a Francesco l'indulgenza plenaria per coloro che si fossero recati a pregare alla Porziuncola.
BASILICA
La basilica, dalle monumentali dimensioni, venne edificata rispettando il carattere di povertà e rigore imposto dall'ordine francescano.
Presenta una facciata monumentale, realizzata tra il 1925 e il 1930 dall'Architetto Cesare Bazzani, composta da un grande portico che anticipa l'ingresso, sovrastato dalla Loggia delle Benedizioni.
Sulla sommità del grande arco centrale, é riposta la statua in oro della Madonnina, cui é consacrata la basilica.
L'interno é a navata unica, con pianta a croce latina e altare maggiore sovrastato da una cupola.
Interno della chiesa a navata unica
Nelle navate laterali si aprono monumentali cappelle, di cui cinque sulla destra e quattro sulla sinistra.
Le cappelle sono tutte decorate con splendidi stucchi barocchi e impreziosite da pregevoli tele dipinte.
Nella navata destra, la prima cappella presenta una volta affrescata da Francesco Appiani nel 1756 e la tela di Giacomo Giorgetti, del 1670 - 75, raffigurante Sant'Antonio Abate.
A seguire é la Cappella di San Giovanni Battista, decorata nel 1602 da Cesare Sermei, con tela del Battesimo di Cristo e volta affrescata con le Scene della vita di San Giovanni Battista.
La Cappella di Sant'Anna é impreziosita dalla tela dipinta del 1602 - 1603 della Natività di Maria, realizzata da Cristoforo Roncalli, mentre gli affreschi di Antonio Circignani raffigurano le Storie della Vergine: sulle pareti sono affrescate, la Presentazione della Vergine al Tempio, sulla destra e infine, lo Sposalizio sulla sinistra.
Sulla volta sono invece gli affreschi della Pentecoste, al centro, le Nozze di Cana, sulla destra e Gesù al tempio tra i Dottori, sulla sinistra.
La quarta cappella é consacrata a Papa Pio V, decorata con stucchi seicenteschi di Giovanni Branca e affreschi di Baldassarre Croce raffiguranti Storie di San Francesco alle pareti e Storie della Vergine sulla volta.
Cappella di Pio V
Stucchi della volta e affreschi de la Vita della Vergine
Tra le Storie di San Francesco, nella parete destra é raffigurato il Pontefice Onorio III che approva l'indulgenza alla Porziuncola, al centro San Francesco che invoca Cristo per concedere il perdono per i pellegrini che si recano a pregare alla Porziuncola, a sinistra la Predica agli Uccelli.
La quinta cappella é affrescata con le Storie della Vita di San Francesco, eseguiti nel Cinquecento da Silla Piccinini e Pietro Rancanelli, Nella volta, al centro é la Concessione dell'indulgenza alla Porziuncola, con le Scene della Vita di San Francesco tra le Virtù. La parete destra é affrescata con la concessione a Francesco del Monte de La Verna, mentre la parete sinistra é affrescata con la Processione del Sacro Velo della Madonna.
Il transetto destro é ornato dalla cappella ove si trova la tela dell'Annuncuiazione di Federico Barocci mentre, in un'altra cappella, si trova la tela dipinta da Francesco Appiani, raffigurante Cristo che appare a due Santi.
Nella navata sinistra si aprono quattro cappelle. La prima che s'incontra é la Cappella delle Stimmate, decorata tra il 1525 e il 1631 da Cesare Sermei e Giacomo Giorgetti. La parete destra é affrescata con il Compianto sul corpo di San Francesco di Santa Chiara e delle sue Sorelle mentre, nella volta é l'Approvazione della Regola e San Francesco accolto in paradiso.
A seguire si trova la Cappella della Deposizione, decorata tra il 1602 e il 1603 da Ventura Salimbeni e Baldassarre Croce. La volta é affrescata con le Scene della vita di Santa Chiara. Il riquadro centrale raffigura l'Ascensione, quello di destra la Morte di Santa Chiara e, quello di sinistra la Vestizione di Santa Chiara. L'altare é sovrastato dalla tela della Deposizione di Baldassarre Croce.
La terza é la Cappella dell'Incoronazione della Vergine, ornata dalla tela del 1603 di Simeone Ciburri, raffigurante l'Incoronazione della Vergine. Dello stesso Ciburri sono le tele alle pareti. Sulla destra é raffigurato San Diego di Alcalà che guarisce Don Carlos, figlio del Re di Spagna Filippo II mentre, sulla sinistra, San Francesco e Santa Chiara che appaiono a suore e frati mentre consumano un pasto.
Cappella dell'Incoronazione della Vergine
Altare con la tela dell'Incoronazione della Vergine di Simeone Ciburri
La quarta cappella, consacrata al Rosario, accoglie la tela di Domenico Maria Muratori, raffigurante la Madonna del Rosario, con i Santi Rufino, Chiara, Benedetta e altri due Santi francescani. La volta é affrescata da Carlo Ventura Morelli con la Gloria di San Rufino ed Episodi della vita di Santa Chiara e San Francesco.
PORZIUNCOLA
Al di sotto della cupola della basilica si trova la piccola cappella della Porziuncola, tra i più importanti ambienti della spiritualità francescana. La sua edificazione é molto antica, perché risalente al IV secolo.
Secondo fonti non confermate, venne edificata nel IV secolo alle falde del Monte Subasio, da eremiti provenienti dalla Palestina.
La piccola cappella si mostra molto suggestiva già dalla facciata: sul piccolo timpano che sovrasta l'ingresso venne affrescata la Crocifissione. Sono inoltre riportate le parole "La tua richiesta Francesco accolgo", pronunciate da Gesù nel momento in cui il Santo richiese da concessione dell'indulgenza plenaria. L'affresco é stato realizzato nel 1830 dal Nazzareno Friedrich Overbeck, sovrastato da una lanterna a cuspide gotica.
Cappella della Porziuncola
Nel corpo della chiesa si trova un accesso laterale aperto nel XIX secolo per favorire il deflusso dei pellegrini. Sul lato destro é la lapide di Pietro Cattani, uno dei primi compagni di San Francesco, morto mentre il Santo era ancora in vita.
Apertura laterale della chiesa realizzata per far defluire i pellegrini
Interno della Porziuncola
Affresco nella parete di fondo della Porziuncola raffigurante l'Annunciazione
CAPPELLA DEL TRANSITO
All'inizio del transetto destro si trova la Cappella del Transito deputata, in origine, ad ospitare l'infermeria del convento. In questa cappella il Santo compose il Cantico delle Creature, e morì il 3 Ottobre del 1226.
L'esterno presenta affreschi di Domenico Bruschi, raffiguranti la Morte di San Francesco e i suoi funerali mentre, all'interno, i Santi e Beati Francescani attribuito allo Spagna. Dietro l'altare é la terracotta invetriata di Andrea Della Robbia che raffigura San Francesco.
Cappella del Transito, luogo della morte di San Francesco
ROSETO
Uscendo dalla basilica, nella zona retrostante si trova il Roseto che, secondo una leggenda, accolse il corpo di San Francesco che, in una notte di sconfortò, vi si gettò, ritirando le sue spine per non arrecargli dolore. Ancora oggi fiorisce senza spine.
CAPPELLA DELLE ROSE
La Cappella delle Rose costituì la dimora di San Francesco e, nel 1260, venne trasformata in cappella da Bonaventura da Bagnoregio.
La cappella é distinta in due livelli, affrescati da Tiberio d'Assisi. Nel livello superiore é affrescato San Francesco con i suoi primi dodici compagni, tra cui Santa Chiara e San Bonaventura.
Cappella delle Rose
7) ORATORIO DEI PELLEGRINI
L'Oratorio dei Pellegrini si trova sulla strada che unisce la Piazza del Comune con la Basilica di San Francesco d'Assisi.
Attrazione turistica poco conosciuta, venne edificata nel 1457, su commissione della Confraternita dei Santi Antonio Abate e Giacomo, in maniera tale da permettere ai pellegrini dell'ospedale accanto di partecipare alle funzioni religiose.
ESTERNO
L'Oratorio ha pianta quadrangolare voltata a crociera, con decorazioni ad affresco sia nelle pareti laterali che nelle vele della volta a crociera.
Gli affreschi vennero realizzati nel 1477 dai pittori Matteo da Gualdo e Pierantonio Mezzastris, autore di importanti cicli di affreschi nel territorio folignate.
Nella facciata piana Matteo da Gualdo affrescò Cristo in trono circondato da Angeli e Santi. Nel registro inferiore della stessa facciata affrescò i Santi Antonio Abate e Giacomo mentre, sulla destra del portale di accesso, San Cristoforo.
INTERNO
L'interno dell'Oratorio conserva altri splendidi capolavori della pittura quattrocentesca.
Nella parete retrostante l'altare maggiore, l'artista Matteo da Gualdo affrescò, al centro, la figura della Vergine che sostiene il Bambino benedicente, seduta su un trono di marmo e circondata dagli angeli con San Giacomo Apostolo e Sant'Antonio Abate ai lati mentre, in alto, l'Annunciazione.
Affreschi della parete di fondo con la Vergine in Trono con Bambino tra San Giacomo Apostolo e Sant'Antonio Abate con, in alto, l'Annunciazone
La parete sinistra é affrescata con i Miracoli di Sant'Antoni Abate, quella di destra con i Miracoli di San Giacomo e, nella volta, i quattro Dottori della Chiesa d'Occidente, Sant'Ambrogio, Sant'Agostino, San Girolamo e San Gregorio Magno.
In controfacciata sono affrescati l'Eterno in gloria tra i Santi Antonio Abate, Giacomo e Ansano.
Parete sinistra affrescata con i Miracoli di Sant'Antonio Abate
Parete destra affrescata con i Miracoli di San Giacomo
Volta affrescata con i quattro Dottori della Chiesa d'Occidente
8) CATTEDRALE DI SAN RUFINO
La Cattedrale di San Rufino é la chiesa principale della Diocesi di Assisi, consacrata al culto di San Rufino, primo Vescovo di Assisi, martirizzato durante le persecuzioni dell'Imperatore romano Diocleziano.
Nel sito ora occupato dalla Cattedrale, sorgeva l'antica Basilica Ugoniana, abbattuta nel 1143 per volere del Priore Raniero, con l'intento di realizzare una Cattedrale di più imponenti dimensioni.
La nuova chiesa venne progettata dall'Architetto Giovanni da Gubbio e, i lavori per la sua realizzazione, ebbero inizio nel 1140, come testimonia una lapide posta sulla facciata.
L'ultimazione della nuova Cattedrale richiese molto tempo, a causa delle discordie sociali tra le fazioni guelfa e ghibellina e i limitrofi Comuni di fazione guelfa. Lo stesso San Francesco non vide mai ultimata la sua realizzazione. I lavori per la sua costruzione, rimasti bloccati per lungo tempo, ripresero sono nel 1210, con l'accordo tra le fazioni dei Maiores e dei Minores, ossia del Popolo Grasso e del Popolo Minuto.
Nel 1212 vi vennero traslate le reliquie di San Rufino, mentre la chiesa venne consacrata nel 1253 dal Pontefice Innocenzo IV.
La chiesa é considerata una delle massime espressioni dell'architettura romanica umbra.
ESTERNO
L'esterno della Cattedrale presenta una splendida facciata, che può essere annoverata tra le migliori espressioni dello stile romanico d'Italia.
Cattedrale di San Rufino
E' tripartita sia verticalmente da lesene, sia orizzontalmente in tre ordini, da paraste aggettanti, costituite l'una, da un finto loggiato, l'altra, da una cornice di archetti ciechi e pensili.
Nell'ordine inferiore si aprono tre portali a tutto sesto, sovrastati da lunette decorate. Al di sopra di ogni portale si aprono rosoni circolari, di cui, quelli laterali, sulla destra e sulla sinistra, posti ad una quota inferiore mentre, quello principale, sovrastante il portale centrale, posto ad una quota superiore e dalle maggiori dimensioni.
I portali presentano cornici finemente decorate: il portale centrale é ornato da stipiti scolpiti con motivi geometrici a rilievo, sovrastato da un architrave in travertino decorato con motivi a girali, e da una lunetta in pietra rossa scolpita con all'interno, un gruppo scultoreo raffigurante la Sfera Celeste che con una mano regge il Vangelo e, con l'altra, benedice. Sulla destra è riposta la statua della Vergine che allatta il Bambino e, sulla sinistra, San Rufino che reca in mano un libro. La lunetta é coronata da ghiere concentriche di tralci di viti intrecciati.
Portale maggiore della Cattedrale
Il portale é preceduto da un elegante protiro dotato di colonnine poggianti su statue leonine stilofore.
I portali laterali, di semplice fattura, sono dotati da una sola ghiera di rilievi scultorei, ove si alternano clipei con animali reali e fantastici. Gli stipiti del portale di destra sono sostenuti da draghi, quelli del portale di sinistra da leoni alati. Quanto alle lunette, quella del portale di destra presenta due pavoni che si abbeverano allo stesso vaso, quella del portale di sinistra due pantere.
L'ordine superiore é costituito da tre rosoni, di cui, quello centrale più grande, posto ad un livello superiore e, quelli laterali, più piccoli, posti ad una quota inferiore. Il rosone centrale presenta tre cornici concentriche con, agli angoli, i simboli dei quattro evangelisti: Vitello, Luca, Aquila, Giovanni, Uomo Alato, Matteo e Leone, Marco, procedendo da in basso a sinistra in senso orario.
Il rosone é sovrastato da una timpano triangolare con un arco ogivale cieco.
INTERNO
L'interno presenta pianta basilicale a croce latina, distinta in tre navate, ma ha perso la sua originale fattura romanica, perché rinnovato nel 1571 da Galeazzo Alessi in stile rinascimentale.
Interno della Cattedrale distinta in tre navate
All'inizio della navata destra si trova il fonte battesimale, ove furono battezzati San Francesco, Santa Chiara e l'Imperatore Federico II di Svevia. Nelle vicinanze si apre la Cappella del Sacramento, ornata con un fastoso apparato decorativo barocco in stucco del 1663, opera di Giacomo Giorgetti, raffigurante il tema dell'Eucarestia.
Cappella del Sacramento
Stucchi nella volta della Cappella del Sacramento
Il catino absidale venne affrescato da Giovanni Antonio Grecolini, dal Carlone e dal Giorgetti.
Sempre nell'abside é riposto il coro ligneo intagliato del 1520 di Giovanni da Pier Giacomo di San Severino mentre, nel braccio sinistro del transetto, é riposta una Crocifissione di Dono Doni.
Nella navata centrale, ai lati dell'ingresso, sono riposte due sculture raffiguranti San Francesco, realizzata da Giovanni Dupré nel 1882 e Santa Chiara opera di Amalia Dupré del 1888.
Cupola ottagonale della chiesa
CRIPTA
La cripta della Cattedrale venne riportata alla luce nel 1895 dal canonico Giuseppe Elisei.
L'ambiente é ripartito in tre navate voltate a crociera. All'inizio del percorso é possibile notare l'antica porta di accesso alla basilica. sono ancora presenti le decorazioni scolpite con fregi dorici, metope e triglifi, con un cane, due delfini e un kantharos, ossia una coppa per abbeverarsi, rilevo risalente all'epoca romana.
Cripta romanica della chiesa
Colonne della chiesa con capitelli a volute
Nella cripta sono presenti sei colonne, sei capitelli e due basamenti realizzati con l'impiego di materiali romani di spoglio. Ditali capitelli, quattro sono ionici, risalenti al periodo compreso tra il II secolo a.C. e il I secolo a.C., altri due corinzi, compresi tra il IV e il V secolo, uno a foglie lisce e, l'altro, non finito.
Nell'abside é collocato lo splendido sarcofago romano che, secondo la tradizione, avrebbe contenuto le spoglie mortali di San Rufino. Il retro del sarcofago presenta un'effige del 1556, raffigurante San Rufino, realizzata dallo scultore Raffaello Coda. Il sarcofago é in marmo bianco del III secolo, con il fronte ornato dai rilievi scolpiti che rappresentano le scene del mito di Selene ed Endimone.
Abside della cripta
Sarcofago romano appartenente a San Rufino con le Scene del mito di Endimone
SCAVI ARCHEOLOGICI E BASILICA UGONIANA
Dalla cripta é possibile accedere agli scavi archeologici posti alla medesima quota.
Alle pareti dell'esposizione, alcuni pannelli narrano il culto della Bona Mater (Dea Madre), venerata dalle popolazioni Umbre e Picene.
Il Santuario italico rinvenuto, venne realizzato tra il IV e il III secolo a.C., consacrato al culto della Bona Mater, riposto su un sito strategico, su un percorso che collegava la città con i corsi del fiumi Chiascio e Tevere.
Parete sfondata degli scavi dove si trova una sarcofago romano
Vasca della Cisterna Romana
Corridoio delimitato da mura romane
Muratura di fondazione di epoca romana in opera quadrata
Fregio longobardo del I secolo antico ingresso della cripta
9) BASILICA DI SANTA CHIARA
La Basilica di Santa Chiara é una delle architetture religiose più importanti della città, consacrata alla fedele seguace di San Francesco, fondatrice dell'Ordine delle Clarisse.
L'edificio religioso venne innalzato accanto all'antica Chiesa di San Giorgio, oggi non più esistente, luogo della prima sepoltura di San Francesco, nel 1226 e di Santa Chiara, nel 1253.
I lavori di edificazione ebbero inizio nel 1257, venendo consacrate nel 1265.
ESTERNO
La basilica presenta un'elegante facciata, dalla semplice fattura con copertura a capanna e paramento murario composto da strisce orizzontali alternate di Pietra Bianca e Rosa del Subasio.
Sulla sinistra del corpo principale, si trovano tre imponenti archi rampanti, elemento tipico dello stile gotico, utilizzati per bilanciare le spinte laterali della struttura, che tende ad aprirsi.
Basilica di Santa Chiara
La facciata é ripartita in tre ordini da cornici orizzontali marcapiano. Nell'ordine inferiore si apre lo splendido portale romanico a tutto sesto strombato. L'archivolto é ornato, sulla destra e sulla sinistra, da due statue leonine aggettanti. La lunetta ospitava un affresco andato perduto.
Nel secondo ordine si trova il grande rosone, di pregevole fattura, realizzato con cinque ghiere circolari concentriche, traforate da un doppio giro di colonne e archetti alternati.
L'ordine superiore, che chiude la facciata, é caratterizzato da un semplice timpano triangolare che reca, al suo interno, un oculo.
INTERNO
L'interno della chiesa presenta una pianta a croce latina, distinta in tre navate e quattro campate, interrotta dal transetto e terminante con un abside poligonale.
Pochi sono gli affreschi superstiti che decorano le pareti.
Interno della chiesa in stile gotico a navata unica
Nella prima campata si apre la Cappella di Sant'Agnese, consacrata alla sorella di Santa Chiara, ornata da affreschi del 1914 di Girolamo Marinelli e Sigismondo Spagnoli.
Sul lato destro della prima campata si trova la Cappella di San Giorgio, distinta in due ambienti, tra cui la Cappella del Santissimo Sacramento.
L'altare maggiore presenta una loggetta sorretta da dodici colonnine poligonali del XV secolo.
Abside poligonale della basilica
La volta a crociera sovrastante l'altare maggiore é ornata con affreschi eseguiti da Palmerino di Guido, con quattro spicchi triangolari, dove sono affrescate le scene raffiguranti: la Madonna con Bambino e Santa Chiara, Sant'Agnese Vergine e Sant'Agnese d'Assisi, sorella di Santa Chiara, Santa Caterina d'Alessandria con Santa Margherita d'Antiochia e Santa Cecilia con Santa Lucia.
Affreschi sulla volta dell'abside con le Scene di Coppie di Sante
Nel transetto é riposta la tavola lignea del 1283 realizzata dal Maestro di Santa Chiara, raffigurante al centro, una Santa, contornata da otto riquadri che rappresentano le Scene della Vita. I riquadri, partendo da in basso a destra in senso antiorario, raffigurano le vicende della vita di Santa Chiara.
CAPPELLA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO
Proprio la Cappella del Santissimo Sacramento costituisce il cuore spirituale della basilica.
La parete destra é affrescata da Pace di Bartolo, con Annunciazione, San Giorgio, Natività e Adorazione dei Magi mentre, la navata sinistra, affrescata da Puccio Capanna con la Madonna in Trono con Bambino e Santi, insieme alle figure della Deposizione, Resurrezione e Sepoltura.
Vi si conserva inoltre il pregevole Crocifisso di San Damiano che, secondo la tradizione, parlò a San Francesco chiedendogli di ricostruire la sua chiesa distrutta, cosa che il Santo fece con i soldi del padre. Il pregevole Crocifisso, rappresenta Cristo ancora vivo con occhi aperti, classica iconografia del Christus Triumphantes che vince la morte.
L'altare maggiore é ornato dal Crocifisso di autore ignoto, noto come Maestro di Santa Chiara realizzato tra il 1265 e il 1260. Questo ulteriore Crocifisso, rappresenta invece il Christus Patiens, ossia il Cristo sofferente, già morto, con il corpo dilaniato dalla sofferenza.
Crocifisso del Christus Pathiens del Maestro di Santa Chiara
CRIPTA E TOMBA DI SANTA CHIARA
Nella zona sottostante il presbiterio si trova la cripta ove, il 3 Ottobre 1260, vennero traslate le spoglie mortali della Santa.
La cripta venne realizzata a partire dal 1850 dopo il ritrovamento della sepoltura del corpo della Santa nei sotterranei della chiesa. I lavori della cripta vennero eseguiti a partire dal 1852, fino al Settembre del 1872.
Cripta di Santa Chiara
Nel mezzo dell'ambiente adibito a cripta si trova la cappella che accoglie le spoglie di Santa Chiara, introdotta da un grande arco a sesto acuto, al cui interno si trova la grata che protegge le spoglie mortali della Santa.
Arco a sesto acuto che introduce alla cappella con le spoglie di Santa Chiara
Urna con le spoglie mortali di Santa Chiara
Nelle vicinanze dell'ingresso alla cripta, si trova l'ambiente che accoglie le reliquie appartenute non solo a Santa Chiara, ma anche a San Francesco.
Tra di esse si trovano: un sandalo di San Francesco realizzato da Santa Chiara, l'abito di seta di San Francesco cucito da Santa Chiara, la cordicella indossata dalla Santa, il cofano d'argento contenente i Capelli di Santa Chiara.
10) BASILICA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
La Basilica di San Francesco d'Assisi costituisce la principale opera d'arte e architettonica della cittadina.
I lavori di edificazione ebbero inizio il giorno successivo alla morte del Santo, su commissione del Pontefice Gregorio IX Tomacelli. Il 17 Luglio 1228 Frate Elia diede inizio ai lavori di edificazione della basilica e, sempre per merito dello stesso frate, il progetto originario di una piccola e povera chiesa, così come prevista dal testamento dello stesso frate Francesco, venne mutato nell'edificazione di due grandi chiese sovrapposte.
Le due basiliche, superiore e inferiore, vennero entrambe consacrate nel 1253 dal Pontefice Innocenzo IV. La primitiva struttura venne conclusa nel 1230, anno in cui il corpo del Santo venne traslato nella cripta dove oggi riposa. I lavori del XV secolo diedero alla basilica e al convento l'aspetto odierno.
Durate le Campagne Napoleoniche il convento venne spogliato di tante delle opere d'arte presenti, tra cui le argenterie conservate nella sagrestia. L'Ordine dei Frati Minori venne sciolto, e il convento adibito a convitto. I frati tornarono all'interno del convento solo a partire dal 1926.
BASILICA INFERIORE
La basilica é composta da due chiese sovrapposte, la basilica superiore e la basilica inferiore, dotate anche di due differenti entrate.
Venne edificata in stile romanico tra il 1228 e il 1230, di derivazione lombarda, con pianta a croce commissa, affrescata dai principali artisti del gotico italiano, tra cui Simone Martini, Pietro Lorenzetti e Sermei.
Nel 1230 vi fu traslata la salma del Santo. L'accesso alla Basilica Inferiore é possibile da un'entrata autonoma nel lato sinistro della basilica, caratterizzata da un portale a sesto acuto poco accennato, preceduto da un protiro rinascimentale. Il protiro termina con eleganti colonnine poggianti su basamenti quadrangolari.
Il portale é leggermente strombato e a due ordini, superiore e inferiore. L'inferiore presenta due accessi simmetrici a sesto acuto strombati terminanti con archetti trilobati, distinti da un possente pilastri polistilo centrale. L'ordine superiore, che sovrasta le due aperture, é caratterizzato da un grande rosone centrale tra i due ingressi e da altri due rosoni di dimensioni assai ridotte.
L'interno della chiesa é a navata unica e cinque campate con volte costolonate.
I costoloni scaricano le forze sui pilastri laterali ove si aprono varie cappelle, sia sulla destra, che sulla sinistra.
Sulla sinistra si aprono tre cappelle: la prima é la Cappella di San Sebastiano, affrescata da Girolamo Martelli nel 1646, con San Sebastiano dinanzi a Diocleziano e San Sebastiano curato da Irene.
Poco oltre si trova il Monumento sepolcrale del Re di Gerusalemme Giovanni di Brienne.
Gli affreschi della campata vennero eseguiti nel 1645 da Cesare Sarmei.
La seconda cappella é consacrata a Sant'Antonio Abate, ove si trovano due monumenti sepolcrali.
L'ultima cappella della navata é consacrata a Santa Caterina, realizzata nel 1343, luogo di sepoltura del Cardinale Egidio Albornoz. La cappella ha pianta poligonale, ed é decorata da affreschi del 1368 di Andrea Bartoli, raffiguranti Episodi della vita di Santa Caterina da Siena.
I due transetti sono affrescati con le Storie della vita di San Francesco, sulla sinistra e le Storie della passione di Cristo, nella destra, realizzati nel 1253 dal Maestro di San Francesco.
Nel transetto sinistro, tra le Storie della vita di San Francesco, sono riconoscibili le seguenti scene: la Rinuncia ai beni terreni, Innocenzo III che vede in sogno San Francesco che sorregge il Laterano, la Predica agli Uccelli, il Miracolo delle Stimmate e la Morte di San Francesco.
Il transetto destro é invece affrescato con le Storie della Passione di Cristo, ove si riconoscono le scene che ritraggono: l'Apparecchio della Croce, la Crocifissione, la Deposizione, il Compianto sul Cristo morto, l'Apparizione di Cristo in Emmaus e la Madonna con Bambino e un angelo.
Transetto destro affrescato con le Storie della Passione di Cristo
Sulla destra della navata si aprono tre cappelle: la Cappella di Santo Stefano, la Cappella di Sant'Antonio da Padova e la Cappella della Maddalena.
La Cappella di Santo Stefano venne affrescata nel 1575 da Dono Doni con le Storie della Vita di Santo Stefano.
La seconda cappella, consacrata a Sant'Antonio da Padova, venne affrescata nel 1610 da Cesare Sermei con Santi minoritari, nell'archovolto, i Santi Chiara, Bonaventura, Francesco e Ludovico sulla volta e Sant'Antonio che predica dinanzi al Papa e il Miracolo della Mula, alle pareti.
Infine, la Cappella della Maddalena venne affrescata da Giotto e suoi collaboratori dopo la realizzazione della Cappella degli Scrovegni. Vengono attribuiti a Giotto, le raffigurazioni della Resurrezione di Lazzaro, l'Approdo a Marsiglia e la Maddalena con Zosimo.
Altre tre cappelle si aprono sulla sinistra della stessa navata.
Per prima é la Cappella di San Martino, capolavoro della pittura gotica duecentesca, fatta edificare tra il 1313 e il 1318 e affrescata da Simone Martini.
Le pareti laterali della cappella riportano dieci Episodi della vita di San Martino di Tours, tra cui la famosa scena di San Martino che divide il suo mantello con un povero.
La parete di fondo é ornata da busti di Cavalieri, a sinistra, Vescovi al centro ed Eremiti, sulla destra.
Cappella di San Martino
Affreschi di Simone Martini sugli Episodi della vita di San Martino di Tours. In basso a sinistra la scena raffigurante San Martino che divide il Mantello con un povero
La seconda cappella é consacrata a Pietro d'Alcantara, ornata da sculture moderne.
Nella terza cappella si trova la tribuna, ornata da uno splendido pulpito in marmi policromi ed intarsi cosmateschi.
La zona presbiteriale é posta all'incrocio delle braccia del transetto, impreziosita da un altare maggiore sovrastato dal pregevole Altare Papale del 1253 che sovrasta la tomba del Santo, decorato con mosaici cosmatreschi, e colonnine tortili con motivi floreali. L'altare é sovrapposto dal catino absidale affrescato con Allegorie Francescane. Pregevole é il coro ligneo intagliato retrostante l'altare maggiore del 1471.
Le pareti absidali presentano affreschi dei più grandi pittori gotici italiani: sulla sinistra, Crocifissione e Storie dell'infanzia di Cristo, di Giotto, al centro, la Maestà con quattro angeli e San Francesco di Cimabue, sulla destra Storie della Passione di Cristo di Pietro Lorenzetti.
TOMBA DI SAN FRANCESCO
Una scala nella basilica inferiore permette di scendere nella cripta vera e propria, luogo di sepoltura di San Francesco e di suoi quatto confratelli, Frate Masseo, Frate Leone, Frate Rufino e Frate Angelo.
Il Poverello di Assisi é sepolto al centro del grande pilastro mentre, ai suoi angoli, sono inumati i fedeli compagni.
Le lastre tombali sono riposte in profondi scompartimenti protetti da grate di ferro.
BASILICA SUPERIORE
Nonostante la magnificenza degli affreschi gotici di molti importanti artisti italiani del Duecento, nulla rende più nota nel mondo la basilica dedicata al Santo, quanto i grandiosi affreschi di Giotto e Cimabue che ornano le pareti della basilica superiore.
Mentre la Basilica Inferiore si caratterizza per le linee austere tipiche del romanico, i grandi costoloni e la luce soffusa, la basilica superiore é il simbolo del gotico italiano, che riprende molto dei canoni e delle forme architettoniche dettate dal gotico d'oltralpe, dalle forme più slanciate e tendenti verso l'alto.
Anche la porzione superiore, come quella inferiore presenta una pianta a croce commissa, con i bracci del transetto in corrispondenza dell'abside. I canoni del gotico italiano, si ammirano dai grandi muri portanti, che non vengono alleggeriti da grandi vetrate policrome, ma traforate da piccole vetrate a sesto acuto, lasciando le pareti sgombre al fine di ospitare importanti cicli di affreschi.
La facciata é ripartita in tre ordini ripartiti da cornici marcapiano orizzontali.
L'ordine inferiore ospita il portale maggiore, a sesto acuto leggermente accennato e strombato.
Come per la basilica inferiore, anche questo portale é distinto in due ordini: nell'ordine inferiore si trovano due aperture, entrambe sovrastate da lunette con archi trilobati.
L'ordine mediano é impreziosito dal rosone, composto da una ghiera di cinque cerchi concentrici, decorati con motivi in pietra scolpita e traforata, tutti differenti fra loro: il secondo e il quarto con motivi ad archetti ogivali, il primo e il terzo con motivi di tondi.
Agli angoli del rosone si trovano i simboli dei Quattro Evangelisti. Partendo da in alto a sinistra e procedendo in senso orario, si riconoscono: Uomo Alato (Matteo), Aquila (Giovanni), Vitello (Luca) e Leone (Marco).
Il campanile é a pianta quadrangolare e composto da quattro piani di blocchi sovrapposti e traforati da finestre. L'ultima cella contiene le campane in bronzo.
L'interno della chiesa, ampio e luminoso, presenta una pianta a croce commissa, ossia a tau, con i bracci del transetto posti in corrispondenza dell'abside, distinta in quattro campate separate, a loro volta in quattro vele da possenti costoloni che scaricano le forze su pilastri polistili.
Proprio detti pilastri polistili scandiscono la geometria delle pareti e vanno a costituire lo spazio per accogliere gli splendidi affreschi di Giotto e Cimabue.
CICLO DEGLI AFFRESCHI DI GIOTTO
Il ciclo di affreschi venne realizzato da Giotto e collaboratori tra il 1296 e il 1304 da Giotto e i suoi collaboratori. Il celebre ciclo pittorico raffigura le Scene della vita di San Francesco, ed ha inizio sulla parete alla sinistra del transetto, per terminare in corrispondenza della stessa.
Le prime sette scene rappresentano la Conversione di San Francesco e l'Approvazione della Regola a Roma da Papa Onorio III.
Il gruppo centrale mostra tutte le fasi dello sviluppo dell'Ordine Francescano.
Le ultime sette scene raffigurano la vicenda della Morte di San Francesco e gli eventi legati alla Canonizzazione del Santo.
Le scene rappresentate mostrano la consapevolezza dello spazio tridimensionale da parte di Giotto.
I personaggi si muovono in uno spazio delimitato e compiono determinate azioni in un preciso momento del tempo e dello spazio. Le scene sono ripartite secondo uno specifico schema, dove i personaggi che rappresentano la fazione divina, sono riposti sulla destra della rappresentazione, la parte corrispondente a Dio Padre mentre, i personaggi che rappresentano il potere e il lusso, come i ricchi mercanti e, tra cui Pietro di Bernardone e, in generale, le persone agiate, sono riposte sulla sinistra, la parte del diavolo.
Sono rappresentati anche animali e, per la prima volta nella storia dell'arte, vengono rappresentati i bambini.
Tra le scene più note vi sono, quelli raffiguranti San Francesco che dona il proprio mantello a un povero, la Rinuncia di San Francesco ai beni terreni. Questo affresco é dotato di grande carica espressiva. Sulla sinistra si trova il padre Pietro di Bernardone, seguito dai ricchi mercanti, mentre, sulla destra, Francesco seguito dai poverelli di Assisi, che volge lo sguardo verso il cielo, dove una mano, allegoria di Dio Padre, accoglie la sua scelta.
Scena affrescata de la Rinuncia di San Francesco ai beni terreni
Sulla controfacciata della chiesa é ammirabile la scena della Predica agli Uccelli, tra le più note del ciclo di affreschi. Qui si vede San Francesco, fiaccato dall'età e da un fisico debilitato, che benedice gli uccelli in uno spazio tridimensionale caratterizzato da un bosco di alberi verdi ad alto fusto, tra Bevagna e Cannara.
Le scene proseguono con la Morte del Santo e, in particolare, il Saluto di Santa Chiara e delle sue consorelle al Santo morente, dinanzi ad una chiesa non identificata con certezza.
L'ultima scena mostra Francesco che libera dal demonio l'eretico Pietro di Alife, tra i miracoli riconosciuti dopo la sua morte.
NB. Le informazioni sulla storia di Assisi, sono state estrapolate dal post "LA STORIA DI ASSISI", nel portale Internet "Exploring Umbria", in www.exploring-umbria.com.
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