STORIA
Melezzole è una frazione del Comune di Montecchio della Provincia di Terni di 211 abitanti, posto al di sopra di una collina a 611 m.s.l.m., sovrastato dalla bassa cima del Monte Croce di Serra, a quota 994 m.s.l.m..
Le ipotesi sul toponimo rimandano all'abbondanza, nel territorio. di piantagioni di meli mentre, altre ipotesi, sostengono la derivazione del nome dalla gens romana Meletia, che abitava questi luoghi.
Nel VII secolo a.C. il territorio venne abitato dapprima dagli Etruschi e, poi, dai Romani, la cui presenza è testimoniata dal ritrovamento di un bronzetto del dio Giove del II secolo.
Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente e la Guerra Greco Gotica di Melezzole si persero le tracce mentre, nel Medio Evo, venne nominata per la prima volta in un documento del 1112 parte dell'archivio dell'Abbazia di Farfa, redatto dai monaci Gregorio e Clemente per conto dell'Abate Beraldo, in occasione della donazione del feudo da parte del tuderte Rapizzo di Guazza.
Nel XIV secolo il Castello entrò a far parte del contado del potente Comune ghibellino di Todi che, nel 1290, censì gli abitanti del borgo a fini fiscali. Nel 1337 venne emanato lo Statuto del Comune di Todi, che obbligava il Castello di Melezzole, insieme ad altri centri di Vaglie, Toscolano e Santa Restituta, di sorvegliare il Passo del Monte Picasci, altura in grado di dominare la Valle del Tevere compresa tra Orvieto e Todi.
La sorveglianza del passo montano era organizzata con quattro uomini nelle ore notturne e due nelle ore diurne e, insieme a Toscolano e Santa Restituta, formava un sistema di castelli a scopo difensivo.
Con l'entrata nello Stato Pontificio, il borgo venne dotato di un Sindaco e di un Consiglio di Anziani.
Nel 1530 il Comune di Todi, a causa dell'incapacità delle famiglie degli Atti e dei Chiaravalle di creare un governo unitario, si sottomise spontaneamente al controllo diretto dello Stato Pontificio.
Il Castello di Melezzole, contrariato dalla decisione di Todi di sottomettersi al governo pontificio, richiese ai tudertini di far recapitare al legato pontificio di Perugia, l'istanza di denuncia delle dure condizioni di vita e di esazione fiscale cui erano sottoposti gli abitanti del borgo.
Con la Rivoluzione Francese e le Guerre Napoleoniche venne aggregata al Comune di Baschi, da cui si distaccò solo nel 1948 venendo incluso nel territorio di Montecchio.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il borgo di Melezzole si presenta ben conservato con tipico aspetto medievale, dotato di case in pietra e vicoli acciottolati, oltre alla peculiare struttura urbanistica a tre cerchi concentrici, attestata sin dalla pianta del Catasto Gregoriano del 1819 - 1821.
A partire dal XIV secolo il centro abitato assunse sempre più l'aspetto di un gruppo compatto di case, l'una addossata all'altra. Le pareti esterne delle case, prive di aperture, andarono a costituire la cinta muraria difensiva del borgo.
Si accede al borgo medievale da Nord, dove si trova la Porta dell'Aquila sovrastata da un possente torrione, che ingloba l'arco di accesso a tutto sesto. Al di sopra della porta è riposto lo Stemma dell'Aquila tuderte in pietra, che tiene tra le zampe un drappo.
La porta presenta ancora le strette feritoie da cui venivano scagliate le frecce contro i nemici senza essere notati.
Porta dell'Aquila
1) CHIESA DI SAN BIAGIO
La Chiesa di San Biagio è la principale architettura religiosa del borgo medievale.
Le prime documentazioni scritte sulla chiesa, risalente al 1112, t5estimoniano della presenza di un'unica aula orizzontale, corrispondente all'odierno transetto.
La chiesa venne ampliata e ristrutturata nel 1624, dotata di quattro absidi semicircolari.
L'edificio venne profondamente restaurato nel 1939, anno in cui vennero riedificati il presbiterio e la facciata.
DESCRIZIONE
La chiesa presenta una facciata cui si appoggia la torre campanaria, posta sul lato destro in posizione arretrata. Sia la muratura esterna, che gli elementi decorativi, sono realizzati in travertino.
Chiesa di San Biagio
La copertura della chiesa è a due spioventi mentre, nell'ordine inferiore, si apre il portale ogivale, incorniciato da pilastri poligonali e colonne tortili, sovrastato da una lunetta.
Nell'ordine superiore si apre il rosone circolare, coronato da una cornice di archetti pensili.
Portale ogivale della chiesa con cornice tortile
L'interno presenta una pianta a croce latina dove, la costruzione più antica corrisponde all'attuale transetto, ampliato nel XII secolo con la realizzazione della navata longitudinale.
La chiesa presenta una copertura a botte mentre, all'incrocio tra la navata e il transetto è voltato a crociera. La navata termina con l'altare centrale in travertino su colonne marmoree e abside semicircolare.
NB. Le informazioni sulla storia e sul borgo medievale di Melezzole, sono state estrapolate nel post "Castello di Melezzole - Montecchio (TR)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria è il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Biagio, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Biagio - Melezzole (TR)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria è l'unico strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
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